12/03/2012

Seminare i piselli nell’orto familiare

 

I piselli vengono  seminati, solitamente, direttamente in campo. Purtroppo spesso le semine presentano ampie falle, perché il seme è facilmente soggetto alla asfissia. Per ovviare, nei piccoli orti è possibile preseminare nei contenitori alveolari e poi trapiantare

Si diffonde sempre più nei piccoli orti familiari la pratica di prese minare e trapiantare qualsiasi ortaggio, anche quelli che tradizionalmente si  usava affidare direttamente alla terra, come per esempio i fagioli o i piselli. Molti ricorrono anche alla semina mista, cioè, contemporaneamente alla semina in terra, preparano anche una quantità di piantine nei vasetti di vivaio per rimpiazzare eventuali mancanze lungo le file, che sarebbero veramente antiestetiche. Queste mancanze coi sono spesso e non derivano tanto dagli errori del seminatore, quanto da aggressioni portate ai demi da uccelli o larve di insetti. Rimpiazzare queste mancanze riseminando nello stesso posto non è consigliabile perché le nuove piantine verrebbero soffocate dalla maggiore crescita di quelle circostanti.

I piselli possono essere seminati in contenitori alveolari per essere successivamente trapiantati, anche per trimpiazzare eventuali mancanze lungoi le file.
 

In questo post ripercorriamo la semina di piselli rampicanti in contenitori alveolari di recupero, derivanti da precedenti acquisti di altre piantine nei vari mercatini. Ogni volta che si riusano questi contenitori è opportuno sterilizzarli con un lavaggio a base candeggina, diluita come per il lavaggio di un  pavimento.

Il necessario: terriccio da semina, contenitori alveolari e buon seme. Per accelerare la germinazione il seme può essere messo a bagno in acqua 24-36 ore prima.
 

Il terriccio da usare è il terriccio da semina, o il compost del nostro orto molto maturo. Infatti il terriccio da giardino normale o il compost fresco, avendo un notevole effetto fertilizzante, potrebbero danneggiare i semi. Il terriccio, essendo molto poroso, garantisce che il seme sia ben ossigenato e non subisca l’asfissia cui specialmente i piselli vanno soggetti quando la terra aderisce troppo strettamente al seme.

Per pressare il terriccio negli alveoli utilizzare un contenitore simile pieno.
 

Riempite gli alveoli per un 30% circa con il terriccio, pressate leggermente e disponete in ciascuno due o tre semi. Trapiantando alla distanza di 12-15 cm non sarà necessario diradare le piantine, lasciate pure nei vasetti tutte quelle che nascono.

Dopo aver riempito al 30% gli alveoli, disporre in ciascuno due o tre semi.
 

Riempite gli alveoli di terriccio e pressate ancora, poi innaffiate e sistemate il vassoio in un luogo non esposto direttamente al sole, almeno fino a che le piantine saranno alte almeno due-3 centimetri.

Coprire di terriccio e pressare nuovamente, poi innaffiare moderatamente.
 

I piselli germinano anche con temperature piuttosto basse, gradiscono i 5 gradi e crescono bene se le temperature si mantengono fresche,  al valore medio giorno-notte di  15 gradi.

Le prime piantine cominciano a spuntare tra 5 e 10 giorni dalla semina.

I piselli cominciano ad emergere dopo 5 giorni circa, e l'emersione si completa in una settimana.
 

Quando le piantine sono alte almeno 5 cm e comunque presentano almeno 5-7 foglie possono essere trapiantate in campo. Estraetele con cura evitando di far rompere il pane di terra: nel caso non innaffiare per un paio di giorni e poi aiutarsi spingendo delicatamente dal foro inferiore con una cannuccia.

Piantine pronte al trapianto.
 
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18/02/2012

Il trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapianto

Per quanto sia sempre meno usato, nei piccoli orti questo metodo è ancora abbastanza diffuso. Molti preferiscono allestire vivaietti di piantine messe tutte assieme in una terrina o piccola aiuola. Come superare lo stress del trapianto

Rispetto alla semina in contenitori alveolari, dischetti o vasi in torba pressata, e comunque contenitori singoli, la pratica della semina un unico contenitore presenta il grande vantaggio di essere più sbrigativa ed economica. Però può dare notevoli problemi al momento del trapianto, considerando la delicatezza della operazione. Infatti la necessità di estrarre la piantina dalla terra la indebolisce a causa della perdita di una grossa parte delle radici. In questo post alcuni suggerimenti su come evitare per quanto possibile lo stress del trapianto.

La semina in una unica terrina è più economica rispetto quella in contenitori singoli, ma può dare qualche problema al momento del trapianto
 

Accorgimenti di carattere generale
Prima di estrarre le piantine dalla terra bagnare molto abbondantemente il terreno. Successivamente non tirare con le mani ma estrarre le piantine, per quanto possibile, con una zolletta di terra usando un cucchiaino o una forchetta.

Il momento migliore è la sera al tramonto o poco prima, quando il sole sta per calare; in  questo modo la piantina avrà tutta la notte per riprendersi almeno un po’. E’ necessario che le radici comincino a lavorare succhiando dalla terra tanta acqua, quanta il sole ne fa evaporare dalle foglie.

All’atto dell’interramento la terra va ben pressata attorno alle radici. Inoltre, subito dopo il trapianto occorre innaffiare abbondantemente in modo che l’acqua serri ancor più la terra a ridosso delle radici. L’innaffiatura va ripetuta ogni giorno, nei mesi più caldi anche due volte al giorno.

Se necessario predisporre una ombreggiatura con stuoie o strumenti simili, almeno per i primi due giorni.

La riduzione di effettua tagliando parte delle foglie, o parte delle radici, o entrambe
 

Riduzione di foglie e radici

In molti casi per facilitare una rapida ripresa della piantina  si rende necessaria le riduzione delle foglie o delle radici, o di entrambe.

In genere se le radici si presentano in lunghi fasci aggrovigliati conviene tagliare il “cespuglio” più esile e contorto per concentrare le forze sulle radici più forti. Così pure se il fogliame è troppo sviluppato, come nel caso di molte insalate, è assolutamente conveniente recidere tutte le foglie (che comunque appassirebbero) a pochi centimetri dal colletto, ben sapendo che comunque presto la pianta ne emetterà di nuove.

Alcune piante gradiscono la riduzione delle sole figlie, altre delle sole radici, altre ancora di tutte e due. Qui sotto allego una tabella con le indicazioni relative a vari tipi di ortaggi.

Riduzioni da apportare alle piantine nei trapianti a radice nuda

Solo le foglie

Solo le radici

Foglie e radici

Barbabietola

Cavoli

Bieta a costa e erbette

Cicoria

Lattughe

Carciofo

Finocchio

Valeriana

Cardo

Prezzemolo

 

Indivia riccia e scarola

Sedano rapa

 

Cipolla

 

 

Porro

 

 

Sedano

 

Ricordo che nei trapianti è necessario tenere presente anche la profondità: infatti alcune piantine devono essere trapiantate facndo in modo che il colletto, cioè il punto di intersezione della pianta nel terreno, si trovi allo stesso livello che aveva proima di essere trapiantata. Altre invece si giovano di un trapianto più profondo.

Nel merito, rimando all’altro post:

Profondità di trapianto dei principali ortaggi
http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/05/22/...

 
Nei trapianti occorre tenere conto anche della profondità di trapianto.Nella foto, la profondità consigliata per i pomodori
 
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10/01/2012

File perfette. Evitare le mancanze nelle file

Quando si semina direttamente in campo, può accadere che la germinazione imperfetta di molti semi crei un effetto antipatico, cioè la presenza di tratti vuoti lungo la fila. In questo post suggerisco alcuni accorgimenti per ottenere file perfette

Un esempio classico è quello dei piselli, che spesso sono capricciosi nella germinazione. In effetti i semi dei piselli risentono molto della mancanza di ossigeno, e può accadere che alcuni terreni,m specialmente quelli troppo sabbiosi o quelli troppo argillosi, si stringano troppo a ridosso del seme impedendone la respirazione. Naturalmente anche altre semine dirette risentono della mancata emersione di piantine.

Alcune piantine di piselli seminate nei vasetti contemporaneamente a quelle seminate in campo possono integrare eventuali mancanze sulle file
 

Può capitare con tutti gli ortaggi che qualche zona della fila o dell’aiuola si dimostri desolatamente vuoto.
Può dipendere da moltissime cause:
-
In quel tratto la semina è stata troppo profonda o troppo superficiale;
- gli uccelli hanno seguito la fila cibandosi dei semi;
- a
lcune larve hanno fatto la stessa operazione sottoterra;
- g
atti o talpe hanno mosso il terreno in quella zona; u
- u
midità inadatta a fatto marcire o seccare i semi in quel tratto di fila.

Piantine di cime di rapa destinate al rimpiazzo di mancanza sulle file seminate direttamente in campo
 

Ossigenazione dei semi dei piselli

Nel caso dei piselli, una buona pratica per favorire l’ossigenazione del seme consiste nel tracciare un solco appena un poco più profondo (circa 8-10 cm) e disporre sul fondo un paio di centimetri din terriccio da giardino. Su questo disporre i semi, coprendoli con altri due o tre centimetri di terriccio. Coprire poi il tutto con terra normale, e innaffiare moderatamente.

Fila di fagioli rampicanti seminata con la tecnica del filo teso tra due picchetti
 

File perfettamente dritte con filo e picchetti

Un orto ben progettato dovrebbe presentare vialetti e aiuole perfettamente dimensionati, secondo lo stile dei giardini all’italiana ed evitando la spontaneità tipica dei giardini detti all’inglese, dove le piante sono poste a caso senza rispettare nessuna forma geometrica.
In una corretta geometria dell’orto, la presenza di file di ortaggi non parallele o serpeggianti sono un vero schiaffo per il senso estetico di un vero hobbista. Per ottenere aiuole perfette e file parallele ben dritte si può usare il metodo antico ma sempre efficace del filo guida. Basta piantare due picchetti, uno all’inizio e uno alla fine della fila nascente, e tendere un filo tra i due picchetti.  Per i trapianti, si disporranno tutte le piantine perfettamente allineate al filo. Per le semine, si traccerà con una zappetta triangolare un solco seguendo attentamente il filo, e si lasceranno cadere i semi esattamente sul fono del solco.

In queste file di fagioli borlotti alcune piantine non nate sono state rimpiazzate riseminando in campo. Si nota lo sviluppo diverso: a breve le piantine riseminate verranno soffocate dalla vegetazione delle più grandi
 

E se poi alcuni semi falliscono?

Una fila con mancanze è un po’ come un bel sorriso con un dente mancante,  Ripetere la semina quando ci si accorge della mancata germinazione il più delle volte non produce effetti positivi anche perché le piante nate prima e più grandi rischiano di soffocare o di ombreggiare eccessivamente le più piccole. Comunque, la differenza sarà sempre visibile.

Un rimedio consiste nel seminare,  nello stesso tempo della semina diretta in terra, alcune piantine in vasetti singoli, nel nostro vivaietto, Sia i semi in campo, sua quelli nel vivaio, nasceranno più o meno contemporaneamente sicché sarà possibile, in caso di mancanze sulla fila, rimpiazzare i vuoti con le piantine cresciute nei vasetti e trapiantate con il loro pane di terra.

Piantine di fave destinate a rimpiazzare eventuali mancanze sulle file in campo
 
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Confettura di Feijoa

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